MOTORI
Riparti con Eni: nel weekend la benzina costa meno
Scritto il 2012-06-25 da Gaetano Scavuzzo su News auto

Fonte: ilovelauria.it

A dare una mano alle famiglie italiane nella lotta contro il caro benzina ci pensa Eni, con l’iniziativa Riparti con Eni. Per tutti i weekend dell’estate, a partire dal 16 giugno e fino al 2 settembre, presso i distributori Eni gli automobilisti che faranno rifornimento in modalità Iperself potranno fare benzina risparmiando. Eni ridurrà il prezzo della benzina e del gasolio di circa 20 centesimi al litro.Un’iniziativa, quella della prima azienda petrolifera del Paese, che consentirà di risparmiare fino a 10 euro su un pieno da 50 litri. Ad annunciare e a presentare l’iniziativa è stato qualche giorno fa Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni. “Ogni settimana, di venerdì – ha spiegato Scaroni – Eni determinerà il prezzo e questo sabato abbiamo fissato quello della benzina a 1,6 euro e quello del gasolio a 1,5. Nessuno offre prezzi così alle famiglie italiane”.Per conoscere i prezzi che Eni praticherà ogni weekend fino al 2 settembre, basterà collegarsi ogni sabato mattina sul sito internet riparticoneni.com. Qui si potrà trovare il prezzo per la super e il prezzo unico per il diesel che saranno praticati dai distributori Eni a partire dalle 13 di sabato fino alle 7 di lunedì.  Ma questa promozione, che va incontro alle tasche delle famiglie in un periodo economicamente difficile per molti, non finisce qui. Investendo sul rapporto con i propri consumatori Eni ha previsto anche che durante i weekend interessati dall’iniziativa gli Eni café restino aperti fino alle ore 24 con offerte e promozioni su bibite, gelati oltre a offrire prezzi speciali per la colazione (1,50 euro) e il pranzo (5 euro).

Ripartire con Eni ha scelto l’attore Rocco Papaleo come testimonial (lo spot è visibile sotto). Un’iniziativa concreta di Eni che non può che far piacere agli automobilisti italiani tartassati in lungo e in largo dal caro benzina. Non è difficile prevedere che durante i weekend di questa estate le code per il rifornimento nei distributori Eni saranno molto lunghe.
Articolo sponsorizzato

Il nostro articolo di inchiesta "Perché il CEV è meglio del CIV", ha suscitato una viva discussione tra gli addetti ai lavori ed appassionati tanto che, anche chi era stato chiamato in causa come organizzatore, la FMI Federazione Motociclistica Italiana, ha voluto giustamente esprimere il proprio pensiero in merito. Raccogliamo e pubblichiamo quindi interamente, la mail ricevuta da Simone Folgori in qualità di Responsabile del CIV - nella foto accanto all'AD del circuito Ferrari, Paolo Poli -, che riteniamo voglia esprimere interamente i punti di vista stessi dei vertici di Viale Tiziano. Ciao Roberto, ho letto con interesse il tuo articolo sul sito infomotogp e come organizzatore volevo precisare alcuni punti  per completare la tua analisi in merito al CIV. La FMI, in via diretta, gestisce tutta l’attività nazionale di velocità in pista, dalle Minimoto, alla Minigp, passando dalla Velocità in salita fino alla Coppa italia, il CIV e la gestione di un team nel Mondiale Moto 3 e di uno in Superstock 600. Un impegno che pone la nostra Federazione in una posizione che non ha pari nel sistema motociclistico internazionale e che negli ultimi 5 anni, dopo un periodo di “assenza”, ha riportato la Velocità al centro degli obbiettivi strategici, per ricostruire le basi di un movimento sportivo che tanto ha dato a tutto lo sport italiano . Un percorso lungo e complesso ma che ci ha già permesso di vincere tutti i titoli europei di Minimoto e Minigp delgi ultimi 4 anni, di vincere il titolo europeo 125 /Moto3 in due delle ultime 3 edizioni in casa dei fortissimi spagnoli e di vincere con un primo e secondo posto assoluti, la classe giovanile per eccellenza del Mondiale SBK, ovvero la Superstock 600 con Morbidelli e Nocco. Il tutto sostenendo economicamente e tecnicamente grazie al contributo di grandi piloti del passato inseriti nel settore tecnico oltre 20 piloti ogni anno, permettendo loro di fare attività ad altissimo livello senza alcun esborso economico, come ogni Federazione fa per i suoi atleti di prospettiva. Questo, nel periodo di maggiore crisi economica degli ultimi 30 anni, con notevoli difficoltà a coinvolgere aziende e industrie, tanto da sostenere quasi autonomamente ogni sforzo finanziario. Sicuramente qualcosa poteva essere fatto in maniera diversa, ma chi prende decisioni è consapevole, si espone alla critica e non si nasconde dietro gli errori.  Ha però anche il diritto di rivendicare quanto fatto con successo. Venendo poi ai dati, sicuramente i costi di iscrizione al Campionato Italiano sono superiori a quanto previsto dal CEV e le ragioni sono ben espresse nel tuo articolo, ma vorrei specificare alcune cose, ricordando, in primis, che nel Civ non esiste una sola categoria ma quattro, e tutte hanno la stessa medesima importanza e visibilità, da sempre. Inoltre, anche se portassimo i costi al livello del cev, avremmo risolto i nostri problemi?  Quanto incide l’iscrizione sul budget  di una stagione? Neanche il 10%. E soprattutto, sappiamo quanto chiedono i team ai piloti per correre, e il perché di certi costi? COSTO ACCRERDITAMENTO INDUSTRIE: è previsto dalle norme, ma grazie all’impegno delle industrie non è stato mai richiesto. COSTO CARBURANTE: l’ENI è stata e spero sarà ancora una delle poche  aziende italiane, insieme a Pirelli e Dainese, a credere nel nostro progetto e a contribuire con la sponsorizzazione al miglioramento delle qualità organizzativa del campionato e al sostegno dell’attività sportiva dei nostri giovani piloti. Infatti grazie all’ENI, il montepremi di campionato delle classi Moto 3 e Stock 600 è stato di ulteriori 30.000 euro Allo stesso modo, confermo che il costo del carburante è maggiore, ma non del doppio come da te ricordato ma di circa un 1 euro e 10 centesimi al litro, e i fattori che incidono sul prezzo in Italia sono credo altri, non solo legati all’esclusiva commerciale. Inoltre considerato il consumo medio di 50 litri per gara, si parla di 300 euro per stagione di differenza, al netto del Montepremi però. MONTEPREMI: oltre quanto detto per ENI,  nel tuo testo non è citato il montepremi per i team vincitori del campionato, pari ad ulteriori 20.000 (5.000 per categoria) oltre alle “borse di studio”, versate dalla FMI ai piloti vincitori del campionato italiano iscritti a qualsiasi classe del Motomondiale Gp o WSbk nell’anno successivo. Inoltre, andrebbero menzionate le tante gratuità sull’ iscrizione concesse ai piloti di interesse nazionale segnalati dal settore tecnico e i sostegni sui costi tecnici versati ai team partner delle federazione.  LIVELLO SPORTIVO: sul punto si può discutere molto, siamo un paese di commissari tecnici,  ma sono fermamente convinto della qualità sportiva del nostro campionato, in tutte le classi. Disponibile se vuoi ad un'analisi dei tempi, magari con più tempo. Inoltre, il tutto andrebbe anche contestualizzato, ricordando per esempio che i regolamenti tecnici sono diversi (ad esempio la nostra Moto 3 ha un limite di 13.500 giri e motori punzonati) oppure ricordando come lo scorso anno il fortissimo Riins sia venuto alla tappa del CIV di Misano raccogliendo un un secondo e un terzo posto dietro Antonelli e Calia e altri come Mcphee, Ryan non hanno mai raccolto grandi risultati, pur con moto per regolamento superiori. (delle vittorie di Fenati e Ferrari e in terra spagnola poi negli unici sconti diretti ho già parlato prima). Inoltre, non credo che le nostre gare siano meno combattute e difficili, lo dimostra l’ultimo round del Mugello, dove su dieci gare si sono viste  almeno 4 finali al fotofinish, con la moto 3 con 8 piloti in meno di due decimi….. CIRCUITI: in Italia abbiamo circuiti e servizi di altissimo livello, specie per la sicurezza dei nostri piloti. Non credo inoltre che Imola e Valleunga, pur non ospitando gare di mondiale, siano inferiori tecnicamente e nei servizi ad altre più blasonate piste nel mondo. Inoltre non avendo ancora definito il calendario, mi sembra prematuro parlare di concomitanze, che comunque saranno limitate al minimo, spero a zero. VISIBILITA’: anche qui mi preme ricordare che il campionato italiano è trasmesso in diretta per oltre tre ore, coprendo tutte le classi. E che fino all’avvento della FMI non aveva copertura televisiva. Se guardiamo a quanto sia visibile un campionato italiano di tennis, di volley o basket, non trovo molte differenze ma se il nostro riferimento è una gara di un classe, magari nel mese di novembre quando l’attività mondiale della velocità è terminata, allora il paragone non è possibile. Inoltre: il CIV è trasmesso in diretta in tutta Europa grazie a Motors TV,  la Moto 3 è in diretta in India con milioni telespettatori grazie all’accordo con la Mahindra e in replica su Raisport tutti i martedì sera successivi alla gara. Il tutto con una produzione organizzata e pagata interamente dalla FMI con standard di qualità riconosciuti ed apprezzati anche dalle tv internazionali . E sul 2014 stiamo lavorando per migliorare ancora. Avrei altro da scrivere, ma mi fermo sperando di aver dato il mio contributo alla tua analisi e auspico che tu pubblichi anche la versione di chi è parte in causa. Rimango a disposizione per ogni necessità di chiarimento o approfondimento. Simone Folgori CAMPIONATO ITALIANO VELOCITA' Federazione Motociclistica Italiana _____________ La risposta a questa mail non può essere che personale e, personalmente, ringrazio Simone per la sua attenzione a quanto un paio di giorni fa ho scritto su infomotogp; di lui ho stima e con lui ci siamo confrontati molte volte e su molti temi, nonostante questo però, alcuni punti non mi appaiono ancora chiari e meriterebbero comunque approfondimenti. Intanto il nostro articolo tendeva a spiegare il perché del successo del CEV, un successo inequivocabile ed incontestabile che non permette, purtroppo, confronti con il nostro CIV; se poi vogliamo parlare del Progetto Velocità della FMI, la discussione si farebbe più ampia ma anche le argomentazioni da trattare più importanti. Ma rispondendo a spot soltanto su alcuni punti, si potrebbe iniziare dalla copertura televisiva che in Spagna è garantita da RTVE, la nostra RAI1, in diretta per tutte le classi, mentre in Italia da AutomotoTV presente su piattaforma SKY, quindi a pagamento, 4.5 mln di telespettatori dei quali un 10% più o meno interessati alle moto. Il fatto che poi venga trasmessa in tutta Europa e su RAI Sport in differita ed anche in India è cosa senz'altro positiva. Volendo puntualizzare poi, nel CEV non esiste solo una categoria ma tre contro le quattro presenti in Italia. Nel CIV, poi, la benzina costa esattamente il doppio che in Spagna (la fonte viene dalle fatture pagate dai team), e da quest'anno la Repsol darà un premio di 1.500 € in benzina da utilizzare sulla sua rete vendita ad ogni vincitore di ogni gara di ogni prova del CEV; oltre questo, se l'ENI premia con 30.000 i vincitori, forse sarebbe il caso che in fase di trattativa per la sponsorizzazione, la si convincesse a distribuire questi soldi sul costo del carburante facendolo pagare meno a tutti, perché anche chi perde, la benzina la deve mettere lo stesso. Parlare di montepremi del CIV è importante, ma credo che citare il valore di quello messo in palio nel CEV, circa 550.000 €, ne tolga di mezzo qualsiasi necessità. Scendere nel particolare delle prestazioni dei piloti poi, mi sembra quanto meno imbarazzante a meno che non vogliamo soffermarci a contare quanti Campioni del Mondo, in tutte le categorie, provengono dal CEV; non mi sembra il caso di tirare in ballo i singoli piloti, Romano Fenati per esempio non è cresciuto nel Progetto FMI, ma prelevato da un Team privato e trasferito nel Team Italia dopo un buon esordio nella 125GP dove, nell'anno del debutto, era già stato capace di salire sul podio di una gara del CIV a Misano; tralascerei anche di parlare di Francesco Bagnaia e del suo arrivo nel Team Italia (il pilota non ha mai corso nel CIV). Per finire, ma non perché non ci sia più nulla da dire, mi trovo perfettamente d'accordo con Simone per ciò che concerne gli autodromi; Imola o Vallelunga non devono invidiare nulla a Valencia o Albacete piuttosto che a Jerez o Almeria se non da un punto di vista dei costi ma, visti i tanto buoni rapporti che legano FMI e Dorna, si potrebbe chiedere alla stessa società spagnola capitanata dal Mr. Ezpeleta se, esattamente come nel caso del CEV,  potesse intercedere al fine di convincere chi vuole ospitare una gara del Motomondiale di ospitare una prova del CIV in maniera gratuita. Eliminare i costi del Mugello e Misano, credo, sarebbe già un grosso passo avanti sul budget necessario per organizzare il CIV che immediatamente si tramuterebbe, spero, in meno spese per chi ci vuole correre. Una cosa è comunque certa, la politica adottata dalle maggior parte degli autodromi italiani non aiuta la crescita dei nostri giovani piloti, ma qui si aprirebbe un'altro mondo.  

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Eni ricorda che fino al prossimo 30 settembre 2012 è possibile partecipare alla prima edizione del Premio giornalistico Eni Energy for Success 2012 riservata ai giornalisti del motorismo sportivo su due ruote – professionisti, pubblicisti, freelance e operatori dell’informazione – e ai fotografi, italiani o di qualsiasi altro paese, nei settori della carta stampata e testate on line. Dall’attuale stagione sportiva l’impegno di Eni nel racing si è rafforzato con un’iniziativa dedicata ai professionisti della cronaca sportiva tesa a valorizzare l’attenzione giornalistica e fotografica sulle categorie Moto2 e Moto3 del Campionato del Mondo di MotoGP e sulle varie classi del Campionato Mondiale Eni Superbike. Il premio giornalistico si articola in tre categorie più lo speciale Premio Eni Racing aperto agli appassionati di corse: 1. miglior articolo giornalistico, pubblicato su giornali e/o riviste cartacei e/o on line, italiani o di qualsiasi altro paese; 2. miglior articolo giornalistico pubblicato su giornali e/o riviste cartacei e/o on line, italiani o di qualsiasi altro paese che non sia risultato il miglior articolo di cui al precedente punto 1 e che sia stato presentato da un giovane candidato che alla scadenza del bando non abbia ancora compiuto il 36° anno di età; 3. migliore fotografia pubblicata su giornali e/o riviste cartacei e/o on line, italiani o di qualsiasi altro paese; Gli elaborati dei partecipanti al Premio giornalistico Eni Energy for Success 2012 devono puntare sulla crescita sportiva, agonistica e tecnica tanto dei piloti che dei team in gara delle categorie Moto2 e Moto3 per quanto riguarda il Campionato del Mondo di MotoGP oppure sulle classi in gara nel Campionato Mondiale Eni Superbike, esclusivamente per le competizioni svolte nei circuiti europei. Un’ulteriore categoria, denominata Premio Eni Racing, sarà dedicata agli appassionati di competizioni motociclistiche delle categorie suddette, di nazionalità italiana, che non siano professionisti del mondo dell'informazione e della comunicazione . Le modalità, i requisiti e i termini per la partecipazione al premio giornalistico Eni Energy for Success 2012 sono pubblicati, assieme al regolamento in italiano e in inglese contenente anche le informazioni relative alla premiazione, sul sito www.eniracing.com.

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"Questo podio è dedicato al mio capo tecnico, Pietro Caprara, che nel terremoto ha perso la casa. Oggi l'ho visto sorridere di nuovo". Una bella dedica quella di Alex De Angelis, ma anche un bel podio, il primo nel 2012 e il primo in sella alla FTR, moto cambiata solo la gara scorsa. La pista è una di quelle che piacciono al pilota di San Marino ma indubbiamente di chilometri con il telaio inglese non sono molti per De Angelis. "Il merito di questo risultato è anche della squadra - ha detto De Angelis - che ha creduto in me e ha fatto la scelta di cambiare la Suter per la FTR durante la stagione, non è una cosa che fanno tutti. Poi noi abbiamo cambiato una moto vincente sulla carta con una non vincente, ma per ora stiamo vincendo noi la scommessa. La pista è favorevole per me, ma se guardiamo anche l'Olanda, devo dire che questa moto mi piace. Li ho fatto il mio miglior risultato prima di questo con il miglior distacco dal primo, quindi vuol dire che il feeling c'è, ma dobbiamo migliorare l'ultima parte della gara". Non è perfetta la FTR, ci sono delle cosa da fare. In particolare il chattering, che su questa moto è molto pronunciato. "A me piace guidare con l'anteriore - ha detto De Angelis - cosa che con la Suter non riuscivo a fare, mentre con l'FTR viene bene, ma abbiamo molto chattering che mi da fastidio soprattutto nei sorpassi e stiamo lavorando per migliorare questo aspetto. Oggi a un certo punto ho creduto di poter stare con Marquez, ma la moto mi ha dato più di un avviso e ho preferito portare a casa questo risultato".

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