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Audi sceglie Londra per il suo primo Cyberstore
Scritto il 2012-07-24 da Mac su News auto

Il blasonato marchio automobilistico tedesco Audi - Gruppo Volkswagen - ha scelto la capitale britannica per lanciare il suo primo negozio virtuale. Audi City, questo il nome del cyberstore della Casa dai 4 cerchi che ha aperto i battenti vicino alla famosissima Piccadilly Circus, rappresenta una vera novità nel settore automotive, dato che, in barba alla tradizione delle concessionarie, in realtà è del tutto virtuale, o meglio, per essere più chiari, le auto non ci sono proprio.

L’azienda Ingolstadt ha in programma di aprire una ventina di Audi City entro il prossimo 2015, ognuno dei quali sarò localizzato nel cuore delle più importanti metropoli mondiali. Ogni Audi City potrebbe essere definito una boutique di design, un luogo di incontro per gli appassionati del brand, dove verranno organizzati eventi e si potrà contare sull’assistenza di personale Audi. Forzando un po’ la mano, possiamo immaginare gli Audi City degli spazi alla Apple Store, anche se, in questi ultimi, gli oggetti fisici – iPhone, iPad etc – sono presenti in carne ed ossa, ope, in alluminio e silicio. L’unico modo per toccare i bolidi Audi, è quella  appunto virtuale grazie alla visualizzazione di tutta la gamma su schermi Lcd, dove si potrà scegliere scegliere modello e configurazione; il tutto poi verrà tradotto in scala 1:1, sul wall screen, colori ed equipaggiamenti inclusi, con la possibilità di approfondimenti tecnici con video e animazioni. Last but not least, visto che siamo nel Regno Unito, verrà consegnata una chiavetta Usb con la configurazione salvata. Dopodichè, se la volete provare, dovete andare in un concessionario, vero!

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La nuova Toyota AYGO strizza l’occhio agli automobilisti più giovani e desiderosi di mettersi alla guida di una vettura disegnata per la città. Agile con comfort e divertimento garantiti, il tutto puntando su uno stile distintivo caratterizzato dalla spiccata vocazione alla personalizzazione. Il design brioso e simpatico sviluppato da Toyota per la nuova AYGO ci propone un’auto dal carattere estroso e vivace, che prende forma già a partire dal distintivo frontale a “X”. Ed è proprio la X il filo conduttore delle quattro versioni disponibili tra cui poter scegliere: x-cool, x-play, x-cite e x-clusiv. La piccola giapponese spinge la personalizzazione con due pacchetti, x-change e x-pression, disponibili per la Toyota AYGO x-play. Il pacchetto x-change personalizza la X del muso mentre la x-pression aggiunge gli stickers sui paraurti e le finiture laterali delle portiere. Al di là delle dimensioni compatte la nuova AYGO offre uno spazio decisamente confortevole e pratico all’interno dell’abitacolo, garantendo comodità di viaggio a tutti gli occupanti. Comfort di viaggio che beneficia anche delle nuove sospensioni che Toyota ha montato sulla nuova AYGO che consente così una guida ancora più morbida, fluida e divertente, anche grazie al ristretto angolo di sterzata di appena 5,1 metri garanzia di grande agilità e maneggevolezza per muoversi con disinvoltura in mezzo al traffico della città. Sotto il cofano della nuova Toyota Aygo troviamo il confermato motore tre cilindri benzina VVT-i da 1.0 litri che sviluppa una potenza di 69 CV con 95 Nm di coppia massima. Il propulsore, migliorato rispetto al precedente modello, offre nuovi standard d’efficienza in termini di consumi, di appena 3,8 litri ogni 100 chilometri, e di impatto ambientale, con un livello di emissioni di CO2 pari a 88 g/km. La city car nipponica ricca di stile è una novità tutta da scoprire. Per saperne di più sulla nuova AYGO, oltre a guardare il video postato sotto per seguire la briosa vettura nel suo viaggio per le strade di Berlino, non ti resta che visitare la pagina web dedicata alla nuova e giovanile compatta giapponese.   Sponsored by Toyota

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Come dicevamo nell'articolo precedente, il risultato è appunto qualcosa di molto vicino ad uno sport estremo, con scariche di adrenalina ad ogni colpo di gas. L’Aventador poi, crea anche una sorta di assuefazione visiva attraverso una silhouette scultorea capace d’incantare ed esprimere dinamismo anche da parcheggiata. Al contrario delle Porsche, 911 GT3 compresa, ed avendo i numeri delle hypercar, non è certo un auto facile da utilizzare tutti i giorni ed è anche quanto di meno pratico esista per un progetto in totale controtendenza con tutti i macrotemi (downsizing, lotta alle emissioni di Co2) tanto cari all’automobilismo contemporaneo. E questo essere più fuori contesto di un concerto dei Kiss in biblioteca è una cosa bellissima, che riflette fedelmente la filosofia Lamborghini. Che è stata ed è una fabbrica di sogni, capace di costruire il suo mito attraverso l’eccesso e di colpire l’immaginario collettivo con creazioni dove caratteri luciferini e joie de convivono beati. Il marchio Lamborghini ha sempre avuto uno spiccato senso dell’umorismo ed un’identità molto forte e precisa con il risultato di creare modelli che nonostante il prezzo, non suscitano invidia quanto sospiri di ammirazione rallegrando i viandanti al proprio passaggio. In questo video del milionario americano sull’Aventador girato a New York, ho visto le stesse identiche reazioni a cui ho assistito sulle strade di Emilia Romagna e Toscana. Nessun lancio di ortaggi, nessun improperio, ma solo sorrisi e sguardi onirici. Perché le supercar non hanno scopi specifici se non quello di andare molto veloci e far tornare bambini chi guida e chi guarda. E nell’universo supercar l’Aventador è tra le più belle (e infatti sarà esteticamente attuale anche tra vent’anni), rare (ne sono state vendute poco più di 3,000 e quasi tutte all’estero) e con un prezzo di 300,000 euro anche tra le più costose. Tuttavia, pur avendo forme, tecniche e tecnologie da ritorno al futuro dentro le quali pulsa il T-Rex dei motori, l’Aventador è una sorta di dinosauro prossimo all’estinzione e potrebbe davvero essere l’ultima Lamborghini della stirpe V12. Almeno del V12 convenzionale perche nei prossimi anni l’alta velocità sarà ottenuta dalla propulsione ibrida. Lo dimostrano già oggi la Porsche 918 Spyder e la McLaren P1, e lo dimostra il concept della Lamborghini Asterion spinta dal doppio motore termico elettrico. L’Aventador dunque, potrebbe essere l’auto che chiude il cerchio. Un cerchio di visionaria passione che Ferruccio Lamborghini iniziò a disegnare nel 1963 creando, nel processo, giocose, statuarie, arrembanti e visivamente straordinarie alternative alle Ferrari. La Miura e la Countach hanno infatti già un loro posto nella storia, e finito il ciclo vita, l’Aventador avrà il suo.   Ringraziamenti: Automobili Lamborghini, Mugello Circuit, Promo Racing, Castello del Nero

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