MOTORI
Nuova MINI Clubman debutta al Salone di Francoforte
Scritto il 2015-09-03 da Gaetano Scavuzzo su News auto

Fonte: aolcdn.com

La nuova MINI Clubman farà il suo esordio in anteprima tra poco più di un mese in occasione del Salone di Francoforte 2015. Sono diverse le novità che porterà in dote la vettura del marchio britannico che nel modello di serie terrà fede a diversi aggiornamenti messi in mostra con il concept presentato al Salone di Ginevra dello scorso anno.

Le dimensioni da utilitaria e le due porte e mezzo saranno solo un lontano ricordo per quella che viene considera la station wagon di casa Mini. La nuova Clubman infatti assumerà le sembianze di una vera quattro porte con il bagagliaio che invece conferma la tradizione MINI e si presenta con la classica apertura “ad armadio” con le due portiere posteriori.

Dunque differenze minime tra la MINI Clubman MY 2016 che andrà in produzione e la versione concept vista più di un anno fa. La nuova Clubman ha modificato la maniglie delle porte, l’apertura sui passaruota, le alette verticali ai lati dello spoiler e l’impianto di scarico con un solo terminale, mentre due terminali li troveremo sulla versione Cooper S. Spazio negli interni e dimensioni quasi da segmento C, la nuova MINI Clubman andrà all’attacco del mercato con misure decisamente più importanti rispetto al modello attuale. La vettura infatti avrà circa 25 centimetri in più in lunghezza e crescerà anche in larghezza, oltre a ridurre l’altezza da terra.

A fare da base strutturale alla nuova MINI Clubman ci sarà la piattaforma UKL. Per quanto riguarda invece le motorizzazioni la Casa britannica opterà per offrire gli apprezzati propulsori della gamma delle MINI Cooper e Cooper S, vale a dire i tre cilindri 1.5 litri da 136 CV benzina e da 116 CV diesel, insieme ai più potenti 2.0 litri da 170 CV e 192 CV. L’appuntamento per scoprire la nuova Clubman è per il 15 settembre 2015, giorno d’apertura del Salone di Francoforte.

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La sportiva coupè più venduta e longeva di tutti i tempi è tornata e - non poteva essere altrimenti trattandosi del modello di punta Porsche - l'auto è ancora più contemporanea, veloce, esteticamente avvincente e tecnicamente all'avanguardia. Per scoprire quali migliorie dinamiche renderanno l'esperienza Carrera 911 ancora più esaltante, dovremmo attendere il primo test drive ma nell'attesa ecco qualche dato per sognare. La novità più eclatante - oltre ad aver appena scoperto che un colibrì batte le ali 3000 volte al minuto mentre la turbina della nuova 911 gira per ben 200,000 volte ogni 60 secondi - è appunto l'introduzione di motori turbo in sostituzione degli aspirati precedenti. Propulsori che mettono il segno più sulle performance e il trattino meno sui consumi (meno 12% circa). Il Carrera sarà spinto dal 3.0 bi-turbo da 370 cavalli e 450 newtometri di coppia mentre il Carrera S adotterà lo stesso motore elevato a 420 cavalli di potenza e 500nm per scattare da o a 100 in appena 3.8 secondi e di toccare i 308 km/h di velocità massima. Se a prima vista l'intramontabile silhouette della 911 resta più o meno inalterata, uno sguardo più approfondito rivela numerosi interventi di natura estetica e stilistica. Le evoluzioni riguardano ovviamente anche gli interni e per la prima volta nella storia, il Carrera 911 avrà di serie il Porsche Active Suspension Management.

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La nostra Irlanda OnTheRoad ha il suo incipit da Joe Duffy; concessionario alle porte di Dublino dove ritiriamo la Mini Cooper SD con un abito grigio completamente inedito. La prima tappa è Cloinmacnoise; sito megalitico a circa metà strada tra la capitale e Galway. In autostrada i chilometri scorrono via veloci ed a 130 orari la Mini è quieta e più che confortevole non solo in relazione a dimensioni ed architettura, ma anche nel confronto con auto di segmento superiore. Dopo circa un’ora di ben poco da segnalare, iniziano le b-roads lungo il fiume Shannon con le sue arcaiche e spettrali brughiere. La strada è rurale; angusta e piena di buche ma priva di curve in sequenza per avere un primo assaggio dell’handling. Anche se, ad ogni minimo cambio di direzione s’intuisce come il telaio sia armonico, equilibrato e più che propenso alla sportività. La conferma di ciò arriva parecchie ore dopo, quando, con un bisunto fish&chips nello stomaco mangiato di corsa a Galway, convergiamo verso il Connemara National Park. Anche qui la strada – che si snoda tra il “bog”, laghi, paludi, boschi e monti dai profili gentili - è stretta e sconnessa. Le curve però non mancano. Seleziono subito “sport” e la Mini ha come un sussulto; l’assetto diventa più rigido, lo sterzo più immediato ed il motore 2000 turbo diesel eroga con fluida decisione i suoi 170 cavalli. Il suono non è quello della Cooper S a benzina ma in quanto a coppia e spunto davvero non ci si può lamentare. L’auto si divincola con coinvolgente agilità tra gli struggenti paesaggi del Connemara in percorsi per nulla semplici tra dossi, curve cieche e sinuose strisce d’asfalto che lambiscono monumentali fiordi lungo l’Oceano Atlantico. Il giorno successivo arriva il momento più atteso; duecento chilometri di Wild Atlantic Way da Cashel House fino ad Adare Manor passando per Tulley Cross, la Sky Road, il Burren, le Scogliere di Moher e Spanish Point; punto della costa dove nel 1588 una feroce tempesta spazzò via l’Invincibile Armada. Un tripudio di sali e scendi, chicane, curve veloci alternate a rettilinei tra paesaggi lunari e poi sequenze di esse sospese tra mare, terra e cielo con tutte le architetture tipiche dell’Irlanda sullo sfondo. Ed in questo selvaggio e impegnativo itinerario – tra castelli in rovina, abbazie, cottage e chiese spazzate dagli elementi -  è stato davvero molto facile innamorarsi della Mini. Che come scritto è meno immediata e “telepatica” delle generazioni precedenti, ma conserva sempre quel feeling da go-kart che nessun’altra compatta è mai riuscita ad eguagliare. E siccome la potenza è sempre gestibile, proporzionata al progetto e mai terrorizzante, l’esperienza al volante - anche grazie all’ottimo cambio manuale per una guida connessa e molto “old school” - è una sequenza ininterrotta di puro divertimento. Avvolti da eleganti interni dove l’attenzioni ai dettagli – sia di natura funzionale che estetica – è ai massimi livelli. Lo capisci, per esempio, dalla continuità delle trame circolari che dal logo si estendono a maniglie, schermo, tachimetro, tappezzerie e anche nel sistema di selezione modalità di guida, che oltre a sport può essere impostata in comfort o eco, colorando la strumentazione di conseguenza. Sicuramente la Mini costa un po’ di più ed offre meno abitabilità rispetto ad alcune concorrenti del segmento, ma per chi ai volumi di carico privilegia qualità complessiva, prestazioni e sensazioni al volante, nella categoria non c’è davvdero nulla di meglio. D’altronde, non è certo una caso che dal 1958 ad oggi – nonostante momenti storici ed esigenze in continuo cambiamento - Mini abbia saputo dare continuità al suo mito, coniugando forma e funzione all’interno di un design  unico, ironico, sofisticato e intramontabile.  

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