MOTORI

Warning: Illegal string offset 'url' in /web-storage/www/king-kontent/wp-comunicablog/wp-content/themes/layout-comunicablog-generale/author.php on line 16
Luca Talotta

Scrivetemi un Email

I miei ultimi articoli
Mazda ha annunciato l’approdo, sul mercato italiano, della sua nuova CX-3, il Suv dalle forme eleganti, ergonomiche e dalla bellezza unica, il quo obiettivo è quello di di inondare il mercato dell’auto di segmento B con un prodotto concepito per essere un crossover urbano. Il Mazda CX-3, a detta del mercato, sarà una vera e propria ondata di novità, con l’interesse dei clienti italiani e non solo che sta salendo vertiginosamente. Design al top, ma non solo Sicuramente l’aspetto estetico è stato uno dei cavalli di battaglia per l’azienda giapponese con sede a Hiroshima negli ultimi periodi, tanto che il Cx-3 ha anche ricevuto il prestigioso premio Red Dot Design quale migliore vettura con il miglior aspetto estetico, ma non solo. L’armonia delle forme e la bellezza delle stesse sono state un fattore determinante per il successo della marca giapponese, che ora spera di ottenere lo stesso riscontro anche sul mercato. Qualità costruttiva Eccellenza del design, con la purezza delle linee tipica della filosofia KODO, ma non solo. Il CX-3 può vantare anche un’eccezionale qualità costruttiva, con acciai ad altissima resistenza che rende la vettura molto più sicura. Senza dimenticare il prezzo, che sarà sicuramente competitivo per una vettura che vuole inserirsi comunque all’interno del mercato dei prodotti esclusivi e premium. Non è stato ancora comunicato, ma quello che si sa è che sarà molto, molto competitivo. L’attesa è spasmodica L’attesa per questo nuovo Suv ha conquistato tutti e mai in Italia si era registrato un così alto interesse per una vettura dell’azienda di Hiroshima. Sulla carta, dunque, il Mazda CX-3 ha un futuro roseo, in quanto cocktail di eleganza, sportività, tecnologia e qualità. Non resta che attendere l'approdo negli show-room italiani per gustarci tutto il piacere di guida di questo nuovo, attesissimo, Suv.

News auto

Le auto elettriche stanno prendendo sempre più piede: esse permettono di risparmiare sul carburante e fare del bene all'ambiente, riducendo l'inquinamento prodotto dai mezzi di trasporto privati. C'è però spesso la difficoltà di trovare stazione di ricarica per la propria autovettura: Route 220 è un'app che si pone l'obiettivo di segnalare sulle mappe tutte le stazioni ricarica presenti sul territorio, indicando anche servizi o punti di interesse nelle immediate vicinanze. Route 220: un app di pubblica utilità Route 220 è, prima di ogni altra cosa, un app molto utile per chi viaggia con un auto elettrica. La limitata autonomia di questo tipo di vettura obbliga i conducenti ad essere costantemente informati sulle postazioni di ricarica per auto elettriche. Tramite l'applicazione o tramite la mappa sul sito internet potrete vedere tutte le stazioni di ricarica con informazioni utili come l'orario di apertura o il tipo di voltaggio supportato. Ideale per programmare un viaggio in tutta serenità offre maggiore garanzia ai conducenti che possono, in questo modo, programmare deviazioni e percorsi. L'app permette di essere aggiornati in tempo reale e, in caso di emergenza, basterà connettersi con il proprio telefono per trovare la stazione più vicina. Incentivare l'utilizzo di auto elettriche L'applicazione Route 220 ha anche uno scopo "sociale" ovvero quello di incentivare l'utilizzo di auto elettriche e l'installazione di un maggior numero di colonnine per chi decide di utilizzare questo tipo di energia per la propria autovettura. Sulla mappa è infatti possono essere segnalati tutti quegli esercizi che decidono di installare una stazione di ricarica. In questo modo essi riceveranno nuovi clienti in cerca di un servizio che non tutti, in Italia, ancora propongono. Lo scopo è quello di aumentare il numero di stazioni e, di conseguenza, l'utilizzo della macchina elettrica che è una scelta ecologica e intelligente da effettuare per il bene del pianeta. L'app è scaricabile gratuitamente ed è disponibile per sistemi operativi iOS e Android.

News auto

La nuova Opel Astra farà il suo debutto ufficiale nel corso del prossimo Salone automobilistico di Francoforte, in programma a settembre 2015 nella città tedesca. La compatta della marca teutonica sarà una delle novità più attese del mercato, visto che si presenta con un equipaggiamento tecnologico di primo spessore e con addirittura 200 kg di peso in meno rispetto alla sua versione precedente. “Con la nuova Opel Astra debutta l’era del guidatore perfettamente integrato nella vettura – le parole di Marc Schimdt, responsabile dell’ingegnerizzazione dei veicoli Opel - ciò si verifica per effetto di una posizione di guida ottimale, una seduta ergonomica, una disposizione dei comandi primari e secondari semplificata, una razionalizzazione del volante multifunzione”. Nuova generazione, vecchia affidabilità Opel lancia sul mercato dunque la versione numero undici della Astra, una delle vetture più vendute al mondo e punto di forza per la Marca tedesca. Nella storia, in totale, è stato calcolato che sono stati oltre 24 milioni gli esemplari di Kadett e Astra venduti. Numeri che fanno girare la testa ma che meglio spiegano come sia diventata una vettura di uso comune l’Astra e come abbia conquistato i cuori di tutti quanti. La nuova Astra si basa su un’architettura nuova e leggera e sarà alimentata solo da propulsori di ultima generazione. 80 anni di storia e successi Il modello più venduto nei 79 anni di auto compatte Opel è stata la Astra F, commercializzata dal 1991 al 1997. Il nuovo modello portò in tutta Europa il nome Astra già utilizzato nel Regno Unito e superò i 4,1 milioni di unità vendute. Prossime alla soglia dei quattro milioni anche la Kadett E (3,8 milioni) e la Astra G (3,95 milioni).

News auto

Novità per tutti gli automobilisti italiani, visto che dall’1 luglio è entrato in vigore l’attestato di rischio elettronico. L’obiettivo, ovviamente, è quello di cercare di ridurre il più possibile l’evasione assicurativa, tramite quella che viene definita la dematerializzazione del contrassegno assicurativo, che verrà applicata dal 18 ottobre. Il grido dell’Ania Il presidente dell'Ania, Aldo Minucci, durante l'assemblea nazionale dell'associazione, ha ribadito: “In Italia si stima circolino 3,9 milioni di veicoli senza copertura - l’allarme lanciato dal numero uno dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici - è un fenomeno che si riflette su tutti gli assicurati, che debbono pagare un sovrapprezzo destinato al Fondo Garanzia per risarcire gli incidenti causati dai non assicurati”. La procedura che regola l’entrata in vigore dell’attestato di rischio elettronico è semplice: il cliente finale, oltretutto, non dovrà fare nulla, visto che il processo è quasi tutto a carico delle compagnie. L’utente dovrà solo aspettare comunicazioni e accertarsi di aver ricevuto il documento digitale. L’attestato di rischio oggi Oggi l’attestato di rischio è quel documento che viene rilasciato di norma ogni volta che termina un’annualità assicurativa da parte della compagnia assicuratrice e che certifica il numero dei sinistri provocati dall’assicurato negli ultimi cinque anni. Serve come riferimento se un cliente vuole passare da una compagnia ad un’altra. Viene indicata, infatti, anche la classe di merito di provenienza e quella assegnata per l’anno successivo. Cosa cambia Dal 1 luglio 2015 gli assicurati non riceveranno più l’attestato di rischio cartaceo a casa, ma lo ritroveranno digitale in un’area dedicata sul sito web della propria compagnia assicurativa. Non cambia nulla, invece, per quanto concerne le tempistiche: il cliente riceverà infatti l’attestato di rischio 30 giorni prima della scadenza del contratto. Anche qui, come sempre, se un cliente vorrà rescindere dal contratto assicurativo con la sua compagnia basterà inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno entro 15 giorni dalla scadenza del contratto stesso.

News auto

La nuova MINI Clubman farà il suo esordio in anteprima tra poco più di un mese in occasione del Salone di Francoforte 2015. Sono diverse le novità che porterà in dote la vettura del marchio britannico che nel modello di serie terrà fede a diversi aggiornamenti messi in mostra con il concept presentato al Salone di Ginevra dello scorso anno. Le dimensioni da utilitaria e le due porte e mezzo saranno solo un lontano ricordo per quella che viene considera la station wagon di casa Mini. La nuova Clubman infatti assumerà le sembianze di una vera quattro porte con il bagagliaio che invece conferma la tradizione MINI e si presenta con la classica apertura “ad armadio” con le due portiere posteriori. Dunque differenze minime tra la MINI Clubman MY 2016 che andrà in produzione e la versione concept vista più di un anno fa. La nuova Clubman ha modificato la maniglie delle porte, l’apertura sui passaruota, le alette verticali ai lati dello spoiler e l’impianto di scarico con un solo terminale, mentre due terminali li troveremo sulla versione Cooper S. Spazio negli interni e dimensioni quasi da segmento C, la nuova MINI Clubman andrà all’attacco del mercato con misure decisamente più importanti rispetto al modello attuale. La vettura infatti avrà circa 25 centimetri in più in lunghezza e crescerà anche in larghezza, oltre a ridurre l’altezza da terra. A fare da base strutturale alla nuova MINI Clubman ci sarà la piattaforma UKL. Per quanto riguarda invece le motorizzazioni la Casa britannica opterà per offrire gli apprezzati propulsori della gamma delle MINI Cooper e Cooper S, vale a dire i tre cilindri 1.5 litri da 136 CV benzina e da 116 CV diesel, insieme ai più potenti 2.0 litri da 170 CV e 192 CV. L’appuntamento per scoprire la nuova Clubman è per il 15 settembre 2015, giorno d’apertura del Salone di Francoforte.

News auto


Questa opera è pubblicata nel rispetto delle licenze Creative Commons.

© 2020 Nanalab S.r.l.. Tutti i diritti riservati.

P.IVA 09996640018