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Ogni automobilista, soprattutto chi utilizza l'auto ogni giorno, è consapevole di dover effettuare periodicamente delle operazioni per mantenere la vettura in buono stato dal punto di vista dell’efficienza e della sicurezza. Insieme a queste attività ce ne sono altre più burocratiche ma ugualmente importanti per poter circolare per le strade in piena regolarità, il riferimento è ad esempio all’RC Auto e al bollo. Ma quali sono le cose da tenere bene a mente per avere la propria automobile sempre in perfetta regola? Per quel che riguarda i documenti sono le pratiche con le quali essere in regola sono l’assicurazione e il bollo auto. Un controllo generale che agevole la manutenzione dell’auto è costituito dal cosiddetto tagliando, un check up che va effettuato ogni 15.000 – 20.000 chilometri, o ogni 1-2 anni, a seconda delle indicazioni della Casa automobilistica in questione. Al di là del tagliando ci sono una serie di cose che l’automobilista può anche controllare da solo oppure affidarsi ad un officina. Per la sicurezza dei propri viaggi in auto è importante controllare periodicamente gli pneumatici, verificando che abbiano la giusta pressione e che non sia eccessivamente usurati. Quando le gomme sono consumate allora è il momento di effettuare il cambio gomme. Per quel che riguarda il motore invece non va dimenticato un periodico cambio dell’olio, così come va tenuto sotto controllo anche il livello del liquido di refrigeramento. Altra cosa infine da monitorare con frequenza è l’impianto frenante ed in particolare le pasticche e i dischi freno.  

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Ogni automobilista sa che sono tanti i modi attraverso i quali commettere un’infrazione del codice della strada che può portare alla brutta sorpresa di trovare una multa sul parabrezza o di vedersi recapitare a casa un verbale. Tra ZTL, divieti di sosta, limiti di velocità, sensi unici, strisce blu e tanto altra ancora è facile violare qualche norma stradale e dover pagare una o più contravvenzioni. Quali sono i tempi di pagamento di una multa previsti dalla legge? Per pagare una multa l’automobilista ha tempo 60 giorni a partire dal giorno della consegna/notifica del verbale. A decorrere dal 61esimo giorno la cifra raddoppia per poi aumentare nel tempo con l’aggiunta degli interessi di mora a causa del ritardo di pagamento. Ma non sempre le multe sono legittime ed in molti casi vale la pena di impugnare il verbale di accertamento, in particolar modo quando la multa è facilmente contestabile per uno o più motivi. Ma qual è il tempo utile entro il quale poter fare ricorso e contestare la multa? In questo caso l’automobilista ha 60 giorni di tempo, sempre a partire dal giorno della consegna/notifica della contravvenzione, per fare ricorso al Prefetto, mentre per il ricorso al Giudice di Pace il termine utile scende a 30 giorni. In entrambi i casi l’automobilista può procedere ad effettuare il ricorso senza la necessità di ricorrere ad un avvocato.

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Per sanzionare gli automobilisti che superano i limiti di velocità imposti dal codice della strada da anni gli organi preposti al controllo si servono di apparecchiature elettroniche in grado di rilevare la velocità di un’auto mentre percorre un determinato tratto stradale, stiamo parlando di autovelox e tutor. Dispositivi che a differenza di una pattuglia della Polizia sono sicuramente più difficili da notare per l’occhio dell’automobilista. Autovelox e tutor non sono la stessa cosa, ci sono delle differenze sostanziali tra i due dispositivi che hanno entrambi l’obiettivo di scovare e punire gli eccessi di velocità. L’autovelox rileva la velocità istantanea di transito dei veicoli, mentre il tutor, sistema presente sulle autostrade italiane, rileva la velocità media dei veicoli tra due passaggi, ad una certa distanza (che va dai 10 ai 30 chilometri) l’uno dall'altro. Ma a quanto ammontano le multe per eccesso di velocità? Dal 1° gennaio di quest’anno le sanzioni sono rincarate. Superando il limite di velocità di non oltre 10 km/h la multa è di 41 euro, se il limite di velocità si oltrepassa tra i 10 km/h e 40 km/h la sanzione prevede la multa di 168 euro e decurtazione di tre punti patente. Per chi invece supera il limite di velocità tra i 40 km/h e i 60 km/h la sanzione arriva fino a  527 euro più il taglio di sei punti della patente, con la sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi. Superando i limiti di velocità oltre 60 km/h la multa è di 821 euro, con l’aggiunta della decurtazione di 10 punti, con sospensione della patente da 6 mesi a un anno. Inoltre non va dimenticato che se le infrazioni vengono commesse tra le 22 e le 7 si aggiunge un ulteriore terzo di sanzione aggiuntivo. Fermo restando che il modo migliore per evitare le multe per eccesso di velocità è quello di rispettare i limiti, non mancano alcune interessanti applicazioni su smartphone e tablet che aiutano gli automobilisti nella segnalazione di tutor e autovelox fissi e mobili. Una delle più efficaci, disponibile su iOS e Android, è iCoyote, in grado di aggiornare in tempo reale sulle condizioni del traffico con l’indicazione di eventuali autovelox, anche grazie alle segnalazioni della community degli utenti.

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Da quando è stata adottata la patente a punti gli automobilisti sono consapevoli che diverse infrazioni del codice della strada comportano la decurtazione dei punti patente. All’articolo 126 bis del codice della strada è allegata la tabella che indica la corrispondenza tra le infrazioni e i punti decurtati. Partendo dai 20 punti che vengono rilasciati ad ogni neopatentato si possono perdere fino a 15 punti in una sola volta (commettendo più infrazioni contemporaneamente) purché una delle infrazioni commesse non preveda la sospensione o la revoca della patente. Qualora si perdano dei punti patente questi possono essere recuperati con degli specifici corsi, mentre chi li esaurisce tutti deve rifare gli esami. In molti casi l’infrazione viene notificata in un momento successivo a quando è stata commessa, ovvero in tutti quei casi in cui l’agente non ha fermato il veicolo potendo verificare l’identità del conducente, ma l’infrazione è stata sanzionata ugualmente e la multa viene mandata a casa del titolare del veicolo. Se nel momento dell’infrazione non c’era il titolare dell’auto alla guida come si fa a dimostrarlo? Quando viene inviato un verbale per posta in allegato c’è un modulo attraverso il quale il proprietario può comunicare chi effettivamente era alla guida del mezzo, in modo da far togliere i punti a chi ha realmente trasgredito il codice della strada. Nel caso di un'altra persona alla guida le sue generalità devono essere indicata nel modulo, che qualora possibile deve essere firmato dal reale trasgressore. Se il proprietario non sa chi stava guidando quando è stato commessa l’infrazione dovrà pagare la multa e accettare la decurtazione dei suoi punti patente.  

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Sono passati ormai dieci anni dall'introduzione della patente a punti, entrata in vigore nel luglio 2003 con l’articolo 126 bis del codice della strada. Da allora ogni infrazione e violazione delle norme del codice della strada vengono punite non solo con la multa ma anche con la decurtazione dei punti sulla patente. Nel momento del rilascio la patente ha 20 punti che nel corso degli anni possono calare se vengono commesse infrazioni o aumentare per buona condotta o grazie a specifici corsi che consentono di recuperare i punti eventualmente persi. Ma come faccio a sapere quanti punti ho sulla patente? Ci sono diversi modi per verificarlo, uno dei più semplici e immediati è attraverso internet. Ad esempio ci si può collegare al sito web ilportaledellautomobilista.it, effettuare la registrazione gratuita  e controllare, oltre ai punti attualmente disponibili sulla patente, anche la sua scadenza così come quella della revisione dell’auto. Un’altra possibilità per controllare i punti patente è attraverso l’utilizzo del telefono. Si può chiamare da fisso il numero 848-782782 (chiamata a pagamento) e seguire le istruzioni della voce preregistrata che chiederà di digitare data di nascita e numero della patente. Anche da mobile è possibile visualizzare quanti punti abbiamo sulla nostra patente. Una delle app per smartphone, compatibile sia con Apple che con Android, in grado di farlo è iPatente, applicazione sviluppata dalla motorizzazione civile, utile per controllare un’ampia serie di informazioni per l’automobilista. Per poter beneficiare al massimo delle funzionalità dell’app iPatente è necessario registrarsi su ilportaledellautomobilista.it, sito istituzionale al quale è legato.

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